Rigenerazione Urbana e Nuova Socialità a Ceglie del Campo (BA)
A Ceglie del Campo, il nostro intervento ha dimostrato che l’ingegneria e l’architettura non servono solo a costruire, ma a rivelare il potenziale nascosto dei luoghi. Il Giardino di Venere non è nato come una piazza intenzionale; era uno “spazio di risulta”, un vuoto nel tessuto urbano privo di una funzione definita. La nostra sfida è stata trasformare questo frammento dimenticato in un’infrastruttura sociale vibrante.
Dal “Non-Luogo” alla Piazza del Quotidiano
Il progetto ha agito come un catalizzatore di comunità. Abbiamo osservato i flussi, le necessità del quartiere e la vicinanza alle scuole per disegnare uno spazio che non fosse solo da guardare, ma da abitare.
- Il Ritmo del Post-Scuola: Il giardino è oggi il naturale approdo per i bambini all’uscita da scuola. Un luogo sicuro, lontano dal traffico, dove il gioco diventa il protagonista della giornata.
- Un Rifugio per le Madri: Abbiamo concepito aree di sosta e relax pensate per le madri e i caregiver, offrendo un momento di pausa e decompressione in un ambiente protetto e armonioso.
- Polo di Conversazione: Per gli adulti e gli anziani del quartiere, il Giardino di Venere è diventato il nuovo “salotto all’aperto”, un punto di incontro spontaneo che contrasta l’isolamento e favorisce lo scambio generazionale.
L’Ingegneria della Prossimità
Riqualificare uno spazio di risulta significa, per noi, applicare un’ingegneria attenta al dettaglio e alla sicurezza:
- Sicurezza Integrata: Progettazione di percorsi e arredi che garantiscono la massima tutela per i più piccoli.
- Qualità dei Materiali: Scelte materiche resistenti e sostenibili, capaci di nobilitare un’area precedentemente marginale.
- Illuminazione e Fruibilità: Un intervento che restituisce lo spazio alla città non solo di giorno, ma come presidio di sicurezza e luce anche nelle ore serali.
Oggi il Giardino di Venere non è più un “avanzo” urbano, ma la dimostrazione che la rinnovata socialità passa attraverso una progettazione consapevole, capace di trasformare l’ordinario in straordinario.